Parody Roads ep. 6: in montagna tra sport e paesaggi

Una nuova puntata di Pardy Roads, la rubrica dedicata ai GEO – runners.

Per chi ne ha la possibilità inizia il periodo delle vacanze, più o meno lunghe, e delle gite fuori porta (che sia in giornata o un week end lungo).

Durante queste pause dalla frenesia di tutti i giorni non dimentichiamoci che le nostre mete possono diventare interessanti occasioni per vivere la corsa – e lo sport in generale – in un modo diverso.

Nella scorsa puntata abbiamo visto mare e colline. Oggi vedremo come allenarci in montagna, senza rinunciare alla bellezza dei paesaggi e magari immersi nei boschi.

Se siamo amanti della montagna abbiamo trovato il luogo perfetto per un allenamento di potenziamento muscolare del tutto “gratuito”. Le camminate sui monti richiedono un certo impegno (a volte elevato) per le nostre gambe, soprattutto quando si fanno lunghi tratti di salita o salita/discesa; i falsipiani o i terreni pianeggianti offrono più che altro un impegno di resistenza che di forza.

In questa tipologia di gita/allenamento ci sono alcuni aspetti da non sottovalutare: durata (o lunghezza), profilo altimetrico e tipologia di ambiente. Questi tre aspetti sono strettamente connessi e la loro mutua valutazione è molto importante.

La durata è fondamentale per capire bene quale sia lo sforzo che richiediamo ai nostri muscoli. Nel caso nei giorni successivi siano in previsione altre uscite, riduciamo la lunghezza di ognuno, così da non sovraccaricare i muscoli e incorrere in fastidi che si prolunghino più del voluto (e dovuto).

Il profilo altimetrico va sempre tenuto in grande considerazione. Prima di partire per la nostra camminata muniamoci di piantina del percorso che seguiremo ((ad esempio le cartine del CAI) dove siano indicate le varie altitudini raggiunte. Evitiamo di iniziare la nostra camminata con una brusca salita, altrimenti i nostri muscoli saranno già messi a dura prova e sarà più difficile proseguire. Evitiamo percorsi che abbiano tutta salita all’inizio e tutta discesa alla fine ma cerchiamo il più possibile di intervallarli per far lavorare i diversi distretti muscolari.

Cosa intendiamo per tipologia di ambiente? Il tipo di terreno e paesaggio che andremo ad incontrare nel nostro percorso. Sterrato, ghiaino, rocce, prato, scalinate (naturali o artificiali) sono tutte tipologie di terrenoche spesso troviamo coesistenti nei percorsi montani e ognuno di essi ha le sue peculiarità, sia per la maggiore o minore stabilità che offre – e quindi un importante lavoro di rinforzo delle articolazioni – sia per lo sviluppo della propriocettività, ovvero la reazione a stimoli provenienti da diverse tipologie di terreno. Quando ne abbiamo la possibilità proviamo a camminare a piedi nudi e magari ad occhi chiusi e “ascoltiamo” ciò che arriva dai nostri piedi: vi assicuro che è un bellissimo viaggio alla scoperta delle sensazioni che il nostro corpo ci offre.

Altrettanto importante è il paesaggio dove andremo a fare la nostra gita: assicuriamoci di avere dei tratti ombreggiati, magari all’interno di un bosco o di una grotta, e facciamo molta attenzione alla presenza di acqua lungo il percorso. La disidratazione è sempre dietro la porta ed è molto pericolosa. Se riusciamo inseriamo nel nostro percorso una sosta nei dintorni di un lago: l’acqua fresca che possiamo trovare in alta montagna sarà un toccasana per le nostre gambe, favorendo la circolazione del sangue ed attenuando la fatica.

Prima di partire facciamo una lista di ciò che può servirci. In particolare, dotiamoci di scarpe e calzini adatti, in particolare con una buona suola di modo che si senta meno l’effetto dei sassi sulla pianta del piede. Portiamoci acqua (meglio in una borraccia termica), cappellino, kway, crema solare e insetticida. Poi, se abbiamo in programma di scarpinare a lungo, un cambio.

Una curiosità. In atletica esistono delle manifestazioni molto particolari (e faticose) chiamate Chilometro verticale e Skyrunning, discipline che si svolgono in alta montagna e che, a lato della fatica, possono offrire bellissimi paesaggi e, perché no, grande soddisfazione nel portarle a termine.

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Vi aspettiamo!!!

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Editore della rubrica è Niccolò Rettore, ex atleta (specialità i 400m piani), Giudice Nazionale ed istruttore di Atletica Leggera da 10 anni, specializzato nella velocità fino ai 400m.