Ambiente, Tecnologia, Città: finalmente la svolta Green?

Mentre tutto il mondo è alle prese con la più difficile crisi sanitaria ed economica mai avvenuta prima, ci sono aspetti che non si fermano e anzi, paradossalmente, sembrano accelerare.

E’ il caso dell’Italia che, complice una crisi politica dai risvolti in cui non ci addentreremo, si ritrova con una delle sue personalità scientifiche di maggior spicco a capo del nuovo Ministero della Transizione Ecologica. Ed è proprio il Ministro Cingolani, dalle colonne di Repubblica, che traccia il contesto attuale nel quale ci muoviamo e gli obbiettivi che nella sua vision dovranno essere perseguiti.

Il filo conduttore che lega gli elementi illustrati è sicuramente l’aumento demografico; Cingolani sottolinea come nel 2050, la popolazione mondiale raggiungerà circa 9,7 miliardi di individui, dai 6,6 miliardi del 2010. E questo dato deve farci ragionare, ad esempio, sull’aumento esponenziale delle “teste pensanti”, citando il nuovo responsabile del dicastero. Immaginate quando un numero ridotto di persone doveva inventare il fuoco o la ruota e immaginate pochi mesi fa quante si sono concentrate sull’individuare il vaccino per il Covid. Possiamo paragonare questo fenomeno a quello che avviene nei cosiddetti supercomputer, mettendo in serie un numero enorme di processori per il calcolo e adeguata memoria a disposizione.

Tutto bello? Forse. Dove ci porta tutto questo: ad uno sviluppo senza freni dei centri urbani, al traffico, all’inquinamento, al rischio di trovarci in cima ad una discesa con una bicicletta con solo il freno della ruota davanti che funziona. Nel 2010, circa 3,6 miliardi gli individui (poco più della metà della popolazione globale), vivevano in città. Nel 2050 si prevede che il numero di persone che vivrà in aree urbane raggiungerà i 6,7 miliardi, pari a circa il 66% della popolazione mondiale. In Europa soprattutto si comincia a parlare di smart cities, di energie rinnovabili, di applicare finalmente gli Accordi di Parigi per limitare l’effetto serra; ma nei Paesi attualmente meno sviluppati?

La svolta ci può essere, “gestendo” l’innovazione, l’urbanizzazione, modificando i nostri stili di vita, pensando davvero all’ambiente con l’utilizzo delle energie rinnovabili. Però serviamo tutti… Facciamo in modo che i nostri “processori” corrano al passo con il mondo che ci circonda!

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